I sintomi comportamentali e psicologici nella demenza

Non sono stati effettuati molti studi per chiarire se le diverse manifestazioni psicologiche o comportamentali possano identificare una forma specifica di demenza, tuttavia le osservazioni finora condotte indicano che il quadro sintomatologico, anche se può variare da individuo a individuo, è solo in parte legato all'eziologia della malattia. La pratica clinica suggerisce che alcuni sintomi siano più frequenti in alcuni tipi di demenza (per esempio, i sintomi della sfera affettiva sembrano prevalere nei casi di demenza di Pick, mentre le allucinazioni visive appaiono maggiormente legate alla demenza con corpi di Lewy). Il dato certo è che i BPSD sono molto frequenti in ogni forma demenziale ed è stato calcolato che nel 90% dei casi è presente almeno uno di questi sintomi.

Generalmente i BPSD compaiono durante la fase iniziale e centrale del processo di deterioramento, mentre tendono a regredire quando la demenza ha raggiunto lo stadio avanzato e diventa predominante la grossolana compromissione del quadro neurologico. Spesso i primi a comparire sono i sintomi legati alla sfera affettiva, quali ansia, preoccupazione eccessiva, tristezza, ecc., mentre negli stadi più avanzati della demenza diventano più frequenti i disturbi del comportamento, del pensiero e percettivi, quali agitazione, erronei riconoscimenti, deliri, ecc. Inoltre alcuni BPSD possono in uno stesso paziente variare molto nel tempo, altri invece possono essere più persistenti e prolungarsi per anni.

Un corretto riconoscimento del quadro sintomatologico è molto utile per decidere quale sia la strategia di intervento più opportuna, indirizzata sia ai problemi del paziente che a quelli dei suoi familiari e di chi lo accudisce, e per identificare il trattamento farmacologico più specifico e con minori effetti collaterali.

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